Il nostro ristorante propone la cucina tipica locale con prodotti biologici a chilometro zero. Per questo motivo il menù è legato alla stagionalità dei prodotti. Siamo produttori di olio, formaggi, miele e ortaggi biologici.
Categoria: Il Ristorante La Grotta dell’Eremita Page 1 of 2
Il Ristorante Agriturismo La Grotta dell’Eremita Castelmezzano Potenza
Come in tutta la Magna Grecia, anche in Lucania la pianta dell’ulivo è stata introdotta dai coloni Greci. In tutta la Basilicata si contano più di 27 specie della pianta di ulivo. A dare conforto a questa tesi i numerosi ritrovamenti nella piana di Metaponto: foglie, olive, nocciole e attrezzi per la coltivazione e la lavorazione risalenti al VI secolo a.C. Si può parlare quindi di olio extravergine d’oliva della Lucania.
Con buona probabilità l’Aglianico potrebbe essere stato introdotta dai Greci nel periodo della colonizzazione della Magna Grecia, in tutta l’Italia meridionale. Quindi il vitigno potrebbe risalire al VII secolo a.C. Proviamo ad esaminare le origini del vitigno deniominato Aglianico.
Ecco un piatto tradizionale perfetto da gustare durante le stagioni autunnali e invernali. Sebbene molte regioni meridionali vantino una lunga tradizione culinaria legata a questa preparazione, la Basilicata sembra essere particolarmente rinomata per le sue varianti di lagane e legumi, come lagane e fagioli, lagane e ceci o lagane e lenticchie.
Questa zuppa è un delizioso primo piatto ideale da gustare durante le stagioni autunnali e invernali. I fagioli cannellini, arricchiti dalle aromatiche erbe, si combinano perfettamente con i cavatelli, creando un piatto dal sapore intenso e profumato. Grazie alla sua consistenza, questa zuppa rappresenta un’opzione vegetariana nutriente e appagante, perfetta anche come piatto unico.
Il salame pezzente, noto anche come nnoglia, nuglia o pezzentelle, è una prelibatezza culinaria tipica della Lucania, e di alcune zone della Campania come il Cilento e l’alto Sele. Assume il nome di “nnoglia” o “sausicchione”.
Le origini
In origine, questo salume era destinato alle esigenze dei contadini e dei ceti meno abbienti, poiché veniva preparato utilizzando tagli di carne suina meno pregiati. Storicamente, e fino a tempi recenti, il pezzente era l’ultimo prodotto derivato dalla macellazione del maiale, utilizzando il grasso avanzato dagli altri tagli. Per la sua alta percentuale di grasso, il pezzente non era consumato direttamente, ma veniva utilizzato per insaporire ragù, zuppe e minestre, nota come minestra maritata.
La tradizione
La ricetta tradizionale prevede l’uso di frattaglie, principalmente fegato, milza e polmoni, insieme a ritagli di pancetta e altri tagli. Il composto viene poi aromatizzato con varie spezie, quali semi di finocchio e peperone secco in polvere, e insaccato nel budello di maiale. Successivamente, viene conservato nella “sugna” fresca o nell’olio d’oliva, oppure appeso in luoghi freschi e asciutti. In tempi più recenti, la denominazione “salame pezzente” viene utilizzata anche per un insaccato preparato con i tagli grassi avanzati dalla produzione di prosciutti, soppressate e salsicce, seguendo lo stesso metodo di preparazione e conservazione.
Il salame pezzente nella cucina lucana
Il salame pezzente è molto ricercato, sia come ingrediente principale per piatti a base di verdure, come cavolo, verza, broccolo e cardo mariano, sia come ingrediente di pregio per i ragù. In particolare, è l’ingrediente principale dello ‘Ndrupp’c, il ragù tipico della città di Potenza. Una variante della conservazione nella sugna è la conservazione sotto sugna “rossa”, tipica di alcuni comuni del potentino.
La denominazione tipica
La Basilicata ha incluso questo salume nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Inoltre, il salame pezzente gode della protezione di Slow Food, che ha incluso il Pezzente della Montagna Materana tra i suoi presìdi. Prodotto in modo tradizionale con carne proveniente da maiali allevati allo stato brado nei pascoli di montagna dei comuni della provincia di Matera, come Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Garaguso, Gorgoglione, Irsina, Oliveto Lucano, Stigliano e Tricarico.